venerdì 5 maggio 2017

L' esoterismo islamico di Alberto Ventura (Adelphi)



«Di un Principio così irraggiungibile, "vuoto", "oscuro", l'uomo può mai ottenere una qualsiasi conoscenza? Si sarà potuto comprendere che l'Essenza suprema non è assimilabile a un oggetto da possedere, a qualcosa che possa essere còlto dall'esterno, perché è un tutto che non lascia nulla all'infuori di sé. Ora, l'unica cognizione possibile del Principio consiste nella negazione che esso possa essere conosciuto. Una celebre sentenza, attribuita ad Abu Bakr, compagno del Profeta, afferma infatti che "l'incapacità di cogliere la conoscenza, quella è conoscenza".»
Ancora oggi, in gran parte del mondo musulmano, sopravvive una ricchissima tradizione speculativa - il Sufismo - che interpreta gli insegnamenti del Corano senza fermarsi al loro significato esteriore e più comunemente accettato. Per quanto considerata talvolta una semplice mistica, questa dottrina esoterica propone in realtà una metafisica articolata e rigorosa. Attingendo ampiamente ai testi dei più importanti maestri sufi, Alberto Ventura offre una sintesi accessibile di tale complesso pensiero, ne analizza i concetti essenziali, ne scioglie le formulazioni paradossali e le solo apparenti contraddizioni. E attraverso continui raffronti con altre dottrine - il Vedànta, il Taoismo, il patrimonio spirituale del Medioevo cristiano -porta alla luce la sostanziale unità di un pensiero che, dinanzi a verità universali, si esprime ovunque in un linguaggio quasi identico - collocandosi così nel solco tracciato da René Guénon, secondo il quale tutte le tradizioni poggiano in ultima analisi su un'unica, antichissima Tradizione primordiale.

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