giovedì 16 marzo 2017

Il rinascimento napoletano e la tradizione egizia segreta di Salvatore Forte (Narcissus.me)

Napoli ha sempre custodito e tramandato in segreto le sue tradizioni più che millenarie, nonostante la sua storia dopo l'unità d'Italia sia caduta nell'oblio. Restano comunque degli indizi che andremo ad investigare in modo del tutto nuovo ed originale. Queste tradizioni sono un filo sotterraneo che difficilmente può venire a galla se non se ne posseggono le basi interpretative. La base è la comprensione della dottrina che genericamente viene definita "esoterica".Perché l'antica tradizione esoterica ermetica asseriva che le cose celesti sono in rapporto con le cose terrestri? La similitudine tra la terra ed il cielo viene richiamata in una opera astrologica, "Urania", di Giovanni Pontano, unanimemente considerato il principale artefice del poco conosciuto Rinascimento napoletano. La sua omonima cappella in via Tribunali, nel cuore di Napoli, racchiude la presenza di simboli ermetici associati a numerosi misteri che andremo a documentare. Quale segreto racchiude una cappella in S. Domenico Maggiore dove Giordano Bruno sin da giovane novizio era solito soffermarsi? Un indizio sfuggito a tutti richiama l'esistenza di un'antica tradizione occulta, di cui Bruno nelle sue opere si sarebbe fatto portatore.In ogni luogo esaminato ed in ogni periodo storico napoletano aleggia la presenza di un ordine invisibile le cui tracce portano indietro di svariati millenni, nientemeno che all'antico Egitto.

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