venerdì 21 ottobre 2016

Il Sangue di Caino. L’eterna maledizione del figlio del serpente. Intervento di Paolo Battistel

























Caino, il primo assassino della storia, colui che si è macchiato del sangue del proprio fratello Abele incarna l’oscura figura del “colpevole senza perdono”. Le pagine della Genesi narrano della sua cieca fuga dal suo gesto fratricida, destinato a far sprofondare il creato nella colpa, ma il suo cammino viene arrestato da Dio che, comprendendo che il primogenito di Eva non avrebbe mai chiesto perdono per il suo peccato, lo marchia con una terribile maledizione che lo farà vagare eternamente come un esule attraverso un mondo ancora disabitato. Ma cosa spinge il primogenito di Adamo ed Eva a compiere un simile atto destinato a macchiare lui e la sua discendenza fino alla fine dei giorni?
Una delle risposte più soddisfacenti ci giunge direttamente dalla vasta raccolta di leggende ebraiche post-bibliche chiamata Haggadah. Questo complesso e variegato materiale rabbinico racconta che al tempo della Genesi quando Dio plasmò il Serpente egli «era il più astuto tra tutti gli animali del creato e rassomigliava molto all’uomo». Il Serpente prima del peccato originale era una creatura bipede con braccia e gambe che, anche per intelligenza, oltre che per aspetto, risultava del tutto simile all’uomo. «Proprio come Adamo il serpente stava ritto sulle gambe e per altezza era pari a un cammello», in questo modo il rettile era in grado di camminare per il mondo come un signore del creato, potendo guardare in viso Adamo e tutti i suoi futuri discendenti. Quindi secondo i racconti trasmessi dal Haggadah il Serpente era una creatura bipede, con un aspetto simile all’uomo e forza e astuzia superiore a quella di qualsiasi altro animale. Allora com’è potuta avvenire l’eterna fratture tra le due “specie gemelle” che fece crollare questo Paradiso delle origini?
Fu proprio il più grande dono fatto da Dio al Serpente a far precipitare il rettile da questa condizione privilegiata: la sua grande intelligenza. «Le sue superiori doti intellettive gli fecero perdere il timore di Dio» narrano le leggende ed è proprio la smisurata superbia del Serpente che causò in questo modo la caduta del creato, un mondo paradisiaco che le due specie avrebbero potuto dominare incontrastate per sempre. Il Serpente si considerava superiore in tutto all’uomo a cui però doveva assoluta ubbidienza perché così gli era stato imposto da Dio, tuttavia proprio questa condizione di subalternità col tempo generò una folle invidia nel rettile.
Secondo questo filone di letteratura rabbinica sono proprio i sentimenti di gelosia del rettile nei confronti di Adamo, di cui desiderava segretamente prendere il posto, sia al vertice del creato, sia soprattutto al fianco di Eva, a generare il male nel mondo. Le leggende dell’Haggadah riferiscono così che «la malvagità venne al mondo insieme al primo nato di donna, Caino», in quanto il Serpente, che in altre parti della midrash aveva già manifestato la gelosia per Adamo per il fatto che fosse sposo di Eva, sarebbe riuscito a sedurre questa concependo con lei il primo figlio dell’uomo.
Tuttavia analizzando questo sfaccettato cosmo di leggende rabbiniche va fatta una necessaria distinzione: esistono storie che danno la paternità del primogenito di Eva proprio al Serpente nei tempi in cui questi aveva ancora una forma umana, ma, la maggior parte di esse, fa coincidere il Serpente con Satana stesso che, geloso dell’uomo e desideroso di avere Eva per se, prende proprio la forma fisica del Serpente per unirsi a lei.
In questa versione il mangiare la mela dall’albero proibito diventa così una sorta di immagine allegorica dell’atto sessuale tra donna e Serpente. Alla base dell’atto sacrilego tra le due specie ci sarebbe stata la seduzione del Serpente che spinge la donna a compiere qualcosa che Dio gli aveva proibito poiché «quando Dio concesse il Paradiso alla prima coppia umana l’ammonì in particolar modo di non avere rapporti carnali» ma Satana con le spoglie del Serpente si accosta alla donna e «il frutto della loro unione fu Caino». In questo modo il primogenito di Eva, in quanto semidio/mezzo demone diventa il capostipite ultraterreno di tutte le generazioni empie che si ribellarono a Dio e insorsero contro di lui. In questa versione della leggenda infatti il diluvio viene giustificato proprio come gesto estremo fatto da Dio nel tentativo di cancellare il sangue di Satana dal seme della razza umana.
Uno dei tratti che accomuna quasi tutta la letteratura rabbinica su questo punto è l’aspetto celestiale del primogenito di Eva ancora infante. Caino è in tutto e per tutto simile a un dio. Risplende di luce e, proprio come ogni semidio, è in grado di camminare e parlare appena generato dal ventre materno. Diviene subito evidente che il neonato è figlio dell’angelo Samma’el, poiché risulta dotato di una bellezza tale che abbaglia gli occhi della madre facendole esclamare con timore «Ho generato un uomo da un angelo del signore».
Questo semidio (o semi-demone), che incarna in genere le caratteristiche del fondatore di una nuova stirpe, è destinato in ogni cultura conosciuta a compiere imprese fantastiche o terribili come Ercole nel mito greco o Sigfrido in quello germanico, imprese alimentate dalla sua propria natura ibrida che lo conduce a vivere la solitudine assoluta dei fanciulli divini mantenendo un legame costante con il mondo primordiale che l’ha generato.
L’oscura  tradizione di Caino figlio di Eva e Satana, generata nelle numerose leggende del Haggadah, sarà destinata a sopravvivere allo scorrere dei secoli influenzando i maggiori culti gnostici del II e III secolo d.C., come i Cainiti e i Sethaini fino a giungere a toccare profondamente sette e religioni con una più spiccata antitesi tra il principio della luce e quello delle tenebre come il diffusissimo credo Manicheo o la successiva corrente Catara.

(Paolo Battistel ha la cattedra di Simbologia e Mitologia Nordica nella tradizione classica moderna e contemporanea presso la Libera Università di Studi Esoterici "Achille D'Angelo - Giacomo Catinella di Lecce")

Nessun commento:

Posta un commento