giovedì 21 febbraio 2013

Maschere, miti e feste della Sardigna di Dolores Turchi (Newton Compton)



Dai Mamuthones alla Sartiglia, rivive l’anima più vera di una terra incantata che conserva ancora intatte le tracce dell’antico culto dionisiaco. La Sardegna non cessa di stupirci per le sue tradizioni millenarie. Ancora oggi, esaminando attentamente lo svolgimento di alcune feste popolari, emergono riti ancestrali e suggestivi, ricchi di fascino e mistero. Una ricerca seria e approfondita, basata sulle testimonianze degli anziani, sui ritrovamenti archeologici e sulla toponomastica delle zone indicate, nonché sulle antiche fonti letterarie e le tradizioni legate ai santi più venerati nell’isola, ha portato alla scoperta dell’antica religione dei Sardi e all’identificazione delle loro divinità. Ora sappiamo per certo chi si nasconde dietro la maschera dei tragici Mamuthones e chi era la vendicativa Luxia Rabbiosa nel mito della pietrificazione; conosciamo sant’Antonio del fuoco e il presagio di morte del terrificante Boe Muliache che vagava durante la notte. Sappiamo infine quanta importanza ebbero i misteri dionisiaci ed eleusini in una terra in cui la sopravvivenza fu sempre legata ai riti agrari per la fertilità dei campi.

Mamuthones e Maimones
Sangue per la pioggia
Il riso sardonico
Follia danzante
Dodici teschi per la pioggia
Babai Urcu
Un rito di smembramento
La Sartiglia
Talismani
Medusa, la signora
Sa filonzana
La fata che tesse
Dioniso rinasce
Il tramonto degli oracoli
Fuoco di luna
Il ballo dell’argia

...e tante altre perle della tradizione sarda

Dolores Turchi è studiosa di tradizioni popolari, vive a Oliena (NU). Dirige il semestrale di cultura «Sardegna mediterranea» e collabora con giornali e riviste stranieri. Con la Newton Compton ha pubblicato Leggende e racconti popolari della Sardegna, Samugheo, Lo sciamanesimo in Sardegna e ha curato Leggende sarde e Tradizioni popolari di Sardegna di Grazia Deledda. Recentemente ha pubblicato il libro Ho visto agire s’accabadora.

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